Quercetina: una molecola naturale Anti-Virus

La Quercetina è un flavonoide ubiquitario dall’elevatissimo potere antiossidante, tanto da essere in grado di contrastare il virus responsabile del Covid-19.

Quello che stiamo vivendo è un periodo storico molto complicato in cui regna una forte incertezza sul futuro. Paure legate quasi totalmente al diffondersi dell’epidemia da Coronavirus che ha colpito l’intero pianeta, trasformandosi in poco tempo in una pandemia al momento ancora difficile da controllare e contrastare efficacemente.

La pressione mediatica su questo tema, soprattutto ora che in Italia il numero dei contagi è tornato pericolosamente a salire, è prevalentemente negativa e questo non ci aiuta affatto in quanto sappiamo benissimo come le nostre difese immunitarie siano particolarmente sensibili al mutare degli stati d’animo.

Ora, noi di Seneca Air, non stiamo affermando che sia sbagliato comunicare costantemente gli aggiornamenti negativi, ma siamo certi che per sollevare l’umore generale non sia sufficiente ricordare soltanto le norme sul distanziamento sociale e sul corretto utilizzo di tutti i dispositivi di protezione individuale. Bisognerebbe piuttosto attivare parallelamente una campagna mediatica di stampo decisamente più positivo, portando a conoscenza della collettività l’esistenza di molteplici azioni e rimedi naturali che possono aiutarci concretamente a difenderci meglio dalla minaccia di contagio.

In questo articolo non ci soffermeremo sulla descrizione degli importanti effetti positivi che possono derivare da una corretta alimentazione, da un sonno equilibrato o da uno stile di vita sano e denso di attività fisica. Ma vogliamo focalizzare l’attenzione su uno studio internazionale pubblicato sull’International Journal of Biological Macromolecules, a cui ha partecipato anche il Cnr-Nanotec di Cosenza, che ha evidenziato l’efficacia della Quercetina come inibitore specifico per il virus responsabile del Covid-19, mostrando un effetto destabilizzante sulla proteina 3CLpro che è fondamentale per la replicazione del virus.

La Quercetina

La quercetina è un flavonoide ubiquitario fortemente presente in natura. La possiamo trovare nella frutta (mele, uva, olive, agrumi, frutti di bosco), nelle verdure (radicchio, pomodori, cipolla rossa, broccoli, capperi), negli estratti erboristici e in bevande come e vino rosso, ma anche in una pianta ricostituente chiamata Moringa.

In natura non è presente nella forma isolata ma come aglicone (parte non zuccherina) di vari glicosidi e sotto tale forma abbonda in particolare negli estratti di ippocastano, gingko biloba, calendula, biancospino, camomilla, levistico ed iperico.

Conosciuta da anni per le sue azioni antivirali, antiallergiche, antinfiammatorie e antiossidanti, viene spesso utilizzata per contrastare quelle malattie nelle quali lo stress ossidativo e l’infiammazione cronica giocano un ruolo di primo piano: allergie, resistenza all’insulina, aterosclerosi, artrite, morbo di Alzheimer, psoriasi, lupus e molte delle patologie legate all’invecchiamento.

La quercetina è quindi un prezioso aiuto per la nostra salute in quanto contribuisce a ridurre la formazione di radicali liberi e sostanze pro-infiammatorie.

Le dosi di assunzione consigliate si aggirano intorno ai 500 mg al giorno, mentre l’apporto quotidiano alimentare è stimato in circa 30 mg. Le forme glicosilate vengono infatti maggiormente assorbite rispetto alla quercetina isolata.

Lo Studio

Riportiamo di seguito quanto pubblicato sul sito istituzionale del Consiglio Nazionale delle Ricerche:

La nuova scoperta dimostra che la quercetina, una molecola di origine naturale, funziona da inibitore specifico per SARS-CoV-2. Questa molecola ha un effetto destabilizzante su 3CLpro, una delle principali proteine del virus, fondamentale per il suo sviluppo e il cui blocco dell’attività enzimatica risulta letale per SARS-CoV-2. Il risultato è frutto del lavoro di ricerca condotto da Bruno Rizzuti dell’Istituto di nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Nanotec) di Cosenza con un gruppo di ricercatori di Zaragoza e Madrid ed è stato pubblicato sulla rivista International journal of biological macromolecules.

Le simulazioni al calcolatore hanno dimostrato che la quercetina si lega esattamente nel sito attivo della proteina 3CLpro, impedendole di svolgere correttamente la sua funzione”, afferma Rizzuti, autore della parte computazionale dello studio. “Già al momento questa molecola è alla pari dei migliori antivirali a disposizione contro il coronavirus, nessuno dei quali è tuttavia approvato come farmaco. La quercetina ha una serie di proprietà originali e interessanti dal punto di vista farmacologico: è presente in abbondanza in vegetali comuni come capperi, cipolla rossa e radicchio ed è nota per le sue proprietà anti-ossidanti, anti-infiammatorie, anti-allergiche, anti-proliferative. Sono note anche le sue proprietà farmacocinetiche ed è ottimamente tollerata dall’uomo”.

Inoltre la quercetina può essere facilmente modificata per sviluppare una molecola di sintesi ancora più potente, grazie alle piccole dimensioni e ai particolari gruppi funzionali presenti nella sua struttura chimica. Poiché non può essere brevettata, chiunque può usarla come punto di partenza per nuove ricerche.

Lo studio parte da una caratterizzazione sperimentale di 3CLpro, la proteasi principale di SARS-CoV-2”, precisa Olga Abian, dell’Università di Zaragoza e prima autrice della pubblicazione: “Questa proteina ha una struttura dimerica, formata da due sub-unità identiche, dotate ciascuna di un sito attivo fondamentale per la sua attività biologica. In una prima fase del lavoro è stata studiata, con varie tecniche sperimentali, la sensibilità a varie condizioni di temperatura e pH: un risultato importante perché molti gruppi stanno lavorando su 3CLpro come possibile bersaglio farmacologico, in virtù del fatto che è fortemente conservata in tutti i tipi di coronavirus. Per questa proteina sono già segnalate in letteratura molecole che fungono da inibitori, ma non utilizzabili come farmaci a causa dei loro effetti collaterali”.

La parte più interessante di questo lavoro è lo screening sperimentale eseguito su 150 composti, grazie a cui la quercetina è stata individuata come molecola attiva su 3CLpro”, conclude Adrian Velazquez-Campoy dell’Università di Zaragoza, che ha diretto il gruppo di ricerca e ha già lavorato alla ricerca di farmaci inibitori della proteina per il virus SARS originario che causò l’epidemia del 2003. “La quercetina riduce l’attività enzimatica di 3CLpro grazie al suo effetto destabilizzante sulla proteina. Ovviamente contiamo si trovi un vaccino, ma i farmaci saranno comunque necessari per le persone già infette e per chi non può essere sottoposto a vaccinazione. La ricerca di nuove molecole mira quindi a somministrare una combinazione di differenti composti, per minimizzare la resistenza ai farmaci e lo sviluppo di nuovi ceppi virali”. Lo studio è stato supportato dalla Fundación hna.